Un alternativa a Quota 100 : l’APE contributiva

Il presidente dell’Inps Tridico suggerisce per la prossima legge di bilancio una formula flessibile in sostituzione di Quota 100: l’APE contributiva.

Ricordo che L’APE è un anticipo pensionistico, un'indennità a carico dello Stato erogata dall'INPS a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età. È una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 la cui scadenza è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021.

Quindi con l’APE contributiva si potrà andare in pensione se si ha maturato almeno 20 anni di contributi con un assegno previdenziale di almeno 1,2 volte l'assegno minimo, all'incirca 618 euro al mese.

Il funzionamento

I lavoratoti, raggiunta l’età di 63 o 64 anni, potranno uscire dal mondo del lavoro con una pensione contributiva accumulata fino a quel momento. Posticiperanno quindi di qualche anno l’incasso della pensione intera (67 anni più gli adeguamenti alla speranza di vita), cioè la pensione che comprende anche la parte retributiva.

Un esempio pratico

Un'elaborazione di Progetica che prende in esame un nato nel 1960 con reddito attuale di 1.800 euro netti al mese mette a confronto l'ipotesi Tridico e quella di un contratto di espansione, opzione a disposizione delle aziende per anticipare l'uscita dal lavoro. Con "l'Ape contributiva" il pre-pensionato di 62 anni percepirebbe un assegno subito di 847 euro netti al mese e uno pieno a 67 anni di 1.253 euro. Una differenza non trascurabile: il prezzo per lavorare cinque anni in meno.

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