COME VIENE INDENNIZZATA L’INVALIDITÀ DA MALATTIA?

Può accadere che il contraente stipuli due polizze assicurative tra loro non collegate con quantificazione predeterminata del danno a copertura dello stesso rischio di invalidità permanente da malattia. 

Se non ci sono previsioni specifiche sulla loro cumulabilità opererà il principio indennitario secondo cui l’indennizzo non può mai superare il danno effettivamente patito. Danno che corrisponde all’importo più ampio indicato dall’una delle due polizze.

Il principio indennitario è stabilito dall’ art. 1905 c.c. per evitare che il contratto di assicurazione diventi fonte di lucro, con indebito arricchimento dell’assicurato e conseguenze pregiudizievoli per le compagnie di assicurazione.

Le Sezioni Unite per applicare in modo corretto questa norma nel caso di assicurazione contro gli infortuni hanno stabilito la necessità di accertare se questo tipo di assicurazione abbia o meno natura indennitaria.

La Suprema Corte è giunta ad una risposta positiva in base alla considerazione che la disciplina dell’art. 1916 c.c., sia esplicitamente estesa all’assicurazione contro gli infortuni (art. 1916 comma 4, c.c.) e che l’infortunio non mortale sia sicuramente un evento che produce un danno all’assicurato ed è quindi partecipe della funzione indennitaria propria dell’assicurazione contro i danni.

Questi principi sono estendibili all’assicurazione contro le malattie quando il rischio previsto è costituito dall’invalidità permanente da malattia, ipotesi equiparabile alla lesione causata da infortunio non mortale.

L’invalidità da malattia è quindi un evento dannoso da indennizzare, poiché appartiene al ramo dei danni e ricade nell’ambito di applicazione del principio indennitario.

Rivolgersi ad un consulente è importante per trovare l’assicurazione più adatta alla salvaguardia di se stessi e della propria famiglia.

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