E TU, QUANDO ANDRAI IN PENSIONE?

La Riforma Fornero prevedeva che l’età di pensionamento venisse man mano adeguata alle aspettative di vita ed era stabilito che nel 2021 fosse rivisto lo scenario demografico per determinare la nuova età pensionabile da verificare poi ogni due anni. 

Il 1° gennaio sarebbe dovuto scattare un aumento dei requisiti pensionistici validi per i due anni successivi. Questa disposizione è però stata bloccata dall’INPS e rinviata al 2023. 

Attualmente esistono diverse opzioni e deroghe per il raggiungimento della pensione:

PENSIONE DI VECCHIAIA

La pensione di vecchiaia dipende da requisiti anagrafici e si ha diritto ad ottenerla dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento delle condizioni previste, senza una finestra di differimento temporale. Requisiti:

  • 67 anni di età anagrafica uniti ad almeno 20 anni di contribuzione 
  • 71 anni di età e almeno 5 anni di contribuzione effettiva

PENSIONE ANTICIPATA

La pensione anticipata prevede che possa venire meno il raggiungimento del requisito di vecchiaia di cui sopra, a condizione di un più consistente requisito contributivo. In questo caso è prevista una finestra di differimento di tre mesi che sposta l’effettiva decorrenza della prestazione. Requisiti:

  • 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

DEROGHE

  • Quota 100: 62 anni di età e 38 di contributi. In tal caso la finestra mobile è fissata in 3 mesi per i lavoratori del settore privato e in 6 mesi per i lavoratori operanti nel settore pubblico 
  • Opzione Donna: possono andare in pensione le lavoratrici che, entro il 31.12.2020 abbiano compiuto i 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 anni di contribuzione. La finestra mobile arriva a 12 mesi per le dipendenti, e 18 mesi per le autonome.
  • APE socialenorma prevista per le categorie disagiate (disoccupati, lavoratori con invalidità maggiore del 74%, i caregivers) e gli addetti alle mansioni gravose che richiede il raggiungimento di 63 anni di età, con almeno 30 anni di contribuzione (36 per le mansioni gravose). 
  • Per i lavoratori precoci (coloro che hanno lavorato per almeno 12 mesi prima dei 19 anni di età) è consentito l’accesso alla prestazione anticipata con 41 anni di contribuzione
  • I lavoratori usuranti possono andare in pensione a 61 anni e 7 mesi di età, con 35 anni di contribuzione.

SCHEMA RIASSUNTIVO:

TIPO PENSIONE

ANNI D’ETA’

ANNI CONTRIBUTI

FINESTRA MOBILE

VECCHIAIA

67 anni

71 anni

20 anni

5 anni

no

ANTICIPATA

 

42 anni uomini

41 anni donne

3 mesi

QUOTA 100

62 anni

38 anni

3 mesi settore privato

6 mesi settore pubblico

OPZIONE DONNA

58 anni (59 autonome)

35 anni

12 mesi dipendenti

18 mesi autonome

APE SOCIALE (solo per CATEGORIE DISAGIATE)

63 anni

30 anni (36 mansioni gravose)

no

LAVORATORI PRECOCI

 

41 anni

no

LAVORI USURANTI

61 anni e 7 mesi

35 anni

no

 

 

Data la moltitudine di trattamenti e di deroghe in materia previdenziale e considerato che gli iscritti alle casse professionali seguono regole ancora diverse, è consigliabile rivolgersi ad un professionista per capire qual è l’opzione più adatta alle proprie caratteristiche.

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