Le paure degli italiani

Sono anni che in Italia la criminalità è in calo, e nell’anno della pandemia il trend è evidente, eppure la paura rimane.

Non solo:

  • il distanziamento sociale fa crescere una diffidenza che non è più indirizzata esclusivamente verso le categorie marginali, ma tende a rivolgersi verso «gli altri».

E’ quanto emerge dal «2° Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia», realizzato dal Censis per Federsicurezza

La criminalità digitale: quando la paura corre sul web
 
Per una categoria di reati la situazione è invece peggiorata anche durante la pandemia: il cybercrime. Nel 2020 sono state commesse 241.673 truffe e frodi informatiche, il 13,9% in più rispetto all’anno precedente (nel 2010 erano state solo 96.442)

La paura degli altri
 
Il 75,4% degli italiani dichiara di non sentirsi sicuro quando frequenta luoghi affollati (la percentuale scende del 67% tra i più giovani). Il 59,3% ha paura di camminare per strada e di prendere i mezzi pubblici dopo le otto di sera (la percentuale resta al 59,8% anche tra i più giovani)

Le paure delle donne
 
Nell’anno del Covid molte donne chiuse in casa sono state maggiormente esposte alla violenza di partner e conviventi. Le richieste di aiuto al numero antiviolenza e stalking 1522 sono fortemente aumentate. Da marzo a ottobre 2020 le chiamate sono state 23.071: un anno prima, nello stesso periodo, erano state 13.424 (+71,9%)

Più sicurezza vuol dire più socialità
 
L’83,4% degli italiani è convinto che si debbano applicare pene più severe per chi provoca risse e pratica atti di violenza fuori dai locali pubblici e nei luoghi della movida. Riportare la gente negli spazi pubblici vuol dire anche innalzare i livelli di sicurezza percepita, non solo attraverso ordinanze restrittive.

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