Anticipo del 30% senza motivazione: vale per il fondo pensione, non per il TFR in azienda

L'anticipo del 30% senza motivazione esiste per chi ha il TFR in un fondo pensione: dopo 8 anni di iscrizione si può chiedere fino al 30% «per ulteriori esigenze», con una ritenuta del 23%, secondo l'articolo 11 del decreto legislativo 252 del 2005. Il TFR lasciato in azienda si anticipa invece fino al 70% solo per spese sanitarie o prima casa.

Redazione di Pratiche di SoldiPubblicato il Aggiornato il

Anticipo del 30% senza motivazione: un salvadanaio da cui esce una fetta, accanto a una busta paga

Esiste un anticipo del 30% senza motivazione?

Un anticipo del 30% senza motivazione esiste per gli iscritti a un fondo pensione, secondo l’articolo 11 del decreto legislativo 252 del 2005. Dopo 8 anni di iscrizione si può chiedere un importo fino al 30% «per ulteriori esigenze», senza spiegarne il motivo.

Quanto si paga di tasse sull’anticipo del 30%?

Di tasse sull’anticipo del 30% si paga una ritenuta del 23% sull’importo erogato, al netto dei redditi già tassati, applicata dal fondo pensione che eroga l’anticipo.

Anticipo dal fondo pensioneDopo quantoLimiteRitenuta
Ulteriori esigenze8 anni di iscrizione30%23%
Prima casa per sé o per i figli8 anni di iscrizione75%23%

Come funziona l’anticipo del TFR lasciato in azienda?

L’anticipo del TFR lasciato in azienda funziona con regole diverse, secondo l’articolo 2120 del codice civile.

  • Requisito: almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.
  • Limite: non più del 70% del TFR maturato alla data della richiesta.
  • Motivi: spese sanitarie per terapie e interventi straordinari, oppure acquisto della prima casa per sé o per i figli.
  • Frequenza: una sola volta nel corso del rapporto di lavoro.

I contratti collettivi possono prevedere regole migliori?

Sì, i contratti collettivi o i patti individuali possono prevedere condizioni più favorevoli per l’anticipo del TFR, come stabilisce l’articolo 2120 del codice civile.

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Fonti